Per la rubrica "No comment"
COMUNE di CAGLIARI -12000€ destinati a istruzione e politiche sociali utilizzati per celebrare la grande "BARBIE" [Anna] http://forum.politicainrete.net/sardegna-sardinnia/46787-barbie-la-donna-emancipata.html
martedì 9 febbraio 2010
L'Amicizia
Le vecchie agende del '99? Quest'anno si possono riciclare
Conservare è meglio che buttare. E tutte le persone che non si sono disfatte delle vecchie agende quest’anno avranno una piacevole sorpresa . Il taccuino del 1999 può essere ancora usata anche nel 2010. Anch'esso comincia con venerdì 1 gennaio. Non essendo, quello in corso un anno bisestile, tutti gli altri giorni coincidono.Dopo la bellezza di 11 anni, chi ha custodito gelosamente uno di questi oggetti cartacei lo può usare a partire da subito. La curiosa scoperta è stata fatta da Ecodalle città.it, notiziario dedicato all'ambiente urbano.Ma non è finita. Nel 2010 si può usare anche l'agenda del 1993 o del 1982. Per il prossimo anno (2011) potremo scrivere gli appuntamenti su quella del 2005 o quella del 1994. Peggio andrà nel 2012 quando si potrà adoperare solo l'agenda di 28 anni prima (1984).Un’ultima curiosità. Tutti coloro che nel 2009 hanno ricevuto in regalo almeno due agendine possono custodirne una per soli 6 anni, tornerà utile, infatti, nel 2015.http://notizie.tiscali.it/articoli/stranomavero/10/gennaio/agende-1999-riciclo-12345.html (Claudia)
sabato 6 febbraio 2010
Il Patriarca dei videogames: Space Invaders

Chi non si commuove ai ricordi di bambino che risveglia il videogame Space Invaders? Premesso che il videogame è un divertimento prevalentemente maschile in quanto considerato dal gentil sesso una perdita di tempo, un rinco.....mento a pagamento, basti sentire i giudizi femminili sulle espressioni idiote dei visi dei videogiocatori impegnati durante una partita, intenti, in un frullato di emozioni, a distruggere, sparare, schivare..... salvare la pelle virtuale!!! Tra queste facce idiote ci sono stato anch'io e il mio profeta è stato Space Invaders o come dicevamo noi: "Andiamo al bar a giocare a invasione (o a marzianetti)"? Avevo 11 anni, era il 1978 e si andava a giocare nei bar, puzzolenti di fumo, quando ancora si poteva fumare nei locali. Ma per me era il profumo di "Invasione". Si metteva una moneta da 100 lire nello slot, si schiacciava "player 1, o player 2 se si giocava in modalità sfida. Tasti "destra-sinistra" per il movimento e tasto "fire" per sparare, davanti a uno schermo monocromatico incastrato in uno scatolone di truciolato serigrafato esternamente coi mostri invasori....In quegli anni è stato un successo emozionale...e una miniera di monete per i baristi. Sorse la prima sala giochi a Cagliari, e fu in via Garibaldi, poco più giù dell'Antico Caffè. Per me è stato come vedere il paradiso: un paese dei balocchi virtuali, un tripudio di luci scintillanti, di schermi che davano vita a ogni genere di personaggi, mezzi, armi, vedere le emozioni nei visi, sentire il tintinnio delle monete, il rumore degli spari, degli alieni colpiti, il sollievo per la distruzione dell'ondata di alieni invasori e la trepidazione per l'arrivo dell'ondata successiva, il congratularsi con chi riusciva a distruggere più ondate di alieni ma anche la stizza perché non veniva sconfitto, e noi, da spettatori di una battaglia non nostra, attendevamo il nostro turno di distruttori... E' stato il mio primo social network off-line, perchè sebbene non ci fosse nulla da discutere su una discesa sempre uguale di "marzianetti" allineati che passavano davanti ad uno spara-tutto, il cortile della scuola diventava sede di serrati dibattiti sulle possibili strategie e tecniche di distruzione degli invasori. Altri tempi... Ma era solo l'inizio della globalizzazione. L'invito è valido più che mai oggi e come diceva la schermata iniziale del gioco: INSERT COIN TO PLAY [Dr. Drex]
martedì 2 febbraio 2010
Avatar ha plagiato "Aida degli alberi"?
Dal punto di vista degli effetti speciali, Avatar è superbo! Una storia con una trama semplice semplice con molti luoghi comuni dei film USA, i buoni selvaggi osteggiati dalla compagnia mineraria che vuole scacciarli dalle terre dove vivono, il marine che si infiltra fra i selvaggi, molto new age e in sintonia con tutte le forme viventi del pianeta Pandora, ma che poi capisce che sta sbagliando, si innamora di una di loro, combatte contro la compagnia per la quale lavorava....L'avete visto....Pare però che Cameron abbia preso spunto per realizzare i personaggi, gli scenari e in parte anche la trama, da un bel cartone animato italiano ormai dimenticato, prodotto nel 2001 intitolato "Aida degli alberi", che al tempo aveva l'ambizione di voler contrastare il cartoon Disney di turno nel periodo natalizio. E' un bel cartone, forse da molti dimenticato, molto bello anche tenuto conto del fatto che è un lungometraggio e che purtroppo non ha avuto come alleato la potenza del marketing e merchandising che hanno i film Disney, ma è innegabile che Cameron un'occhiata gliel'abbia data e ne abbia fatto tesoro, modificando e adattando qualcosa per il suo film, che a mio giudizio, di parte perchè sono amante del genere, è spettacolare! [Dr. Drexler] http://www.youtube.com/watch?v=Z_iEJQggu_g
Il cartone di Hot-Silvio
Abituati ad una tv che comunica un’immagine serafica dei politici e a una scarsa libertà dei mezzi d’informazione, i telespettatori russi hanno gradito molto una serie di cartoni ironici trasmessi dal canale di Stato 1Tv. Dopo il consueto discorso di fine anno, sono andati in onda gli sketch con protagonisti il premier Dmitry Medvedev, il presidente Vladimir Putin e altri leader internazionali. Vero mattatore, della serata, però, è stato il personaggio di Silvio Berlusconi. Le battute accompagnano ballate che ricordano tanto le serate a bere vodka per difendersi dal freddo delle steppe. Il cartone Medvedev-Putin dura un paio di minuti: il duo al comando della Russia moderna, saltellando con in mano fisarmonica e tamburello, commenta l’attualità. Poi è il turno del premier italiano.
Creduto in coma per 23 anni "Capivo e cercavo di urlare"
LONDRA - Per ventitré anni è stato considerato in coma, in realtà era vigile: ma Ron Houben, rimasto paralizzato in un incidente stradale quando aveva 23 anni, non riusciva a dire che capiva ogni cosa di quel che gli accadeva attorno. "Sognavo di alzarmi", ha raccontato Houben, oggi 46enne e in grado di comunicare grazie a un pc e ad una particolare testiera che gli consente di rapportarsi al mondo esterno. Secondo i medici era in un persistente stato vegetativo. "Urlavo ma non riuscivo a sentire la mia voce", è la sua testimonianza. Dopo l'incidente, i medici di Zolder, in Belgio , utilizzarono i test in uso nella comunità scientifica prima di concludere che la sua coscienza era "estinta". Ma tre anni fa, nuovi scanner ultra-sofisticati hanno dimostrato che il suo cervello ancora funziona normalmente. Houben, la cui inquietante vicenda è stata raccontata dalla stampa britannica, ha descritto quel momento come la sua "seconda nascita". Il suo caso è venuta alla luce perché il neurologo che lo ha "salvato", Steven Laureys, l'ha raccontato in un articolo di una rivista scientifica. "Per tutto quel tempo ho letteralmente sognato una vita migliore. "Frustrazione" è un termine troppo limitativo per descrivere quel che sentivo". Secondo Laureys, potrebbero esserci altri casi simili nel mondo; e la vicenda è destinata a risollevare il dibattito sul diritto a morire di chi è in coma. I medici a Zolder utilizzarono la Scala di Glascow, la stessa utilizzata internazionalmente, che valuta vista, parola e risposte motorie. Ma solo quando il caso fu riesaminato dai medici dell'Università di Liegi si scoprì che l'uomo aveva perso il controllo del corpo, ma era ancora perfettamente consapevole di quel che accadesse. "Voglio leggere - spiega adesso - dialogare con i miei amici, godermi la vita ora che la gente sa che non sono morto". Secondo gli studi di Laureys, i pazienti in stato vegetativo spesso sono vittime di diagnosi sbagliate. "Chi viene bollato come "in stato incosciente" difficilmente riesce a sbarazzarsi di questo marchio. Solo in Germania", racconta il neurolgo dell'Università di Liegi, "ogni anno circa 100.000 persone soffrono di lesioni cerebrali traumatiche gravi. E tra le 3.000 e le 5.000 persone all'anno rimangono intrappolate in uno stadio intermedio, vivono senza mai tornare indietro.
Fonte: Repubblica.it
[Stefano, Valentina]
Fonte: Repubblica.it
[Stefano, Valentina]
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