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lunedì 28 marzo 2011

L'angolo della Poesia





“ Confessioni “
 Era una scusa,
un pretesto
per rivederti;
avevo nostalgia
del mio passato,
di quel passato
che ricordo volentieri
(e non è più),
e tu ne fai parte,
dolce compagna.

E ripensi
a un piccolo bosco
di montagna,
scintillante di abeti;
a un ruscello,
a quel grazioso
rivo d’acqua
a cui confessavi
le segrete speranze,
i timori,
tanti erano.

E sanguina , ancora,
quel cuore,
inciso sulla corteccia
dell’albero solitario…
palpita ancora
per quella freccia cupida
che lo infilò.

Ricordi,
l’albero solitario ?
Intorno a esso, per vari metri,
non vi erano altri alberi,
mille i suoi anni,
e la sua canuta età
e la saggezza
lo resero solitario !

Tante volte
mi fermai ai suoi piedi
a cercar ispirazione;
erano momenti
meravigliosi,
in cui il silenzio
la faceva da padrone.

Ore liete
a contemplare
il nulla.

E ora mi ritrovo
in quell’albero,
caro e saggio
albero
del piccolo bosco
di montagna.
Luoghi perduti
dietro la scia del tempo.
E solo il ricordo
ti permette
di seguire quella scia.

Or, dunque,
distenditi con me,
dolcissima compagna,
e passeremo ore liete
a contemplare il nulla !

[Maurice Drake]

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poisonfactory.spaces.live.com



lunedì 21 febbraio 2011

Devozione












Intenerisce, un Fiore,
in aperta campagna.
Diserta, la Brutalità,
dall’uomo qualunque.
Al cospetto Tuo
s’arresta lo sguardo…
incredulo.
Respinge la mia corte
La Nobildonna.
Oh, Poesia,
Tu che accordi
fantasia e realtà,
accetta il mio Amore !
Non è gran dono
per Te, sì nobile,
ma Umiltà e Bontà
non di certo
Ti difettano.
Accresci la mia fede
in Te, gentilissima,
e in Te, eternamente,
riporrò il mio Amore !



[Maurice Drake]

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liguria2000news.com

venerdì 24 dicembre 2010

Un Pensiero di Hermann Hesse


Volevo la vostra felicità


“Volevo che montagne, mari e isole verdi parlassero a voi un potente e lusinghiero linguaggio, e volevo costringervi a vedere quale vita smisuratamente varia fiorisca e trabocchi ogni giorno fuori delle vostre case e delle vostre città.

Volevo ottenere che vi vergognaste di essere più informati sulle guerre all’estero, sulla moda, sui pettegolezzi, sulla letteratura e le arti che non sulla primavera tumultuante davanti alle vostre città…

Volevo indicarvi quale aurea catena di godimenti indicibili io, solitario e uomo difficile, abbia trovato in questo mondo:

volevo che voi, essendo forse più felici di me, scopriste questo mondo con gioia ancor maggiore…” [Maurice Drake]


L'immagine è all'indirizzo:  http://viadellebelledonne.wordpress.com

lunedì 8 novembre 2010

Eugenio Barba a Cagliari

Presso l’Auditorium Comunale di Cagliari, in piazza Dettori 8 Lunedì 8 Novembre avrà luogo “Un giorno con Eugenio Barba”.  In programma, una seduta di lavoro con studenti-attori, oltre ad una dimostrazione spettacolo, che vedrà l’attrice dell’Odin Teatret Julia Varley esibirsi ne “Il tappeto volante”.Sono previsti anche  incontri con il pubblico e con la stampa.
L'evento è organizzato dallla Scuola d'Arte Drammatica di Cagliari.

 Eugenio Barba  è una delle figure di spicco del teatro mondiale contemporaneo.
Noto come allievo ed amico di Jerzy Grotowski e fondatore e direttore dell'Odin Teatret, è considerato, insieme a Peter Brook, l'ultimo maestro del teatro occidentale vivente.
Barba ha modificato il concetto di lavoro dell'attore avviato dal regista polacco, attraverso una pratica teatrale che porta l'attore a contatto con la propria ricerca interiore.
La fondazione dell'Odin Teatret si colloca in quell'universo del teatro di ricerca di quell'epoca che verrà poi denominato in seguito Terzo Teatro. La ricerca teatrale propria di questo gruppo è volta al confronto tra le diverse culture, cercato attraverso l'arte e nello specifico il teatro.  l'impostazione pedagogica è riassunta nella affermazione: imparare ad imparare.
La ricerca del gruppo prende le mosse dall'esigenza di un approfondimento del lavoro dell'attore, mettendo un accento particolare sul training, e di svincolarsi dai tempi e della produzione di uno spettacolo, spesso molto stretti. Gli attori dell'Odin, in maggior parte autodidatti o espulsi dalle Accademie dei loro paesi, hanno negli anni elaborato un progetto pedagogico fondato sul confronto e l'acquisizione di diverse culture e tradizioni performative. A questo scopo hanno compiuto numerosi viaggi, alla ricerca dei fondamenti della tecnica performativa in una prospettiva antropologica.
Fin dagli anni settanta L'Odin Teatret 'scambia' le sue conoscenze teatrali, in forma di sessioni di training e proposizione di spettacoli, con le diverse comunità che lo ospitano, che a loro volta offrono al gruppo le danze e le musiche locali (un vero e propio baratto culturale)coinvolgendolo nelle cerimonie tradizionali e religiose.
La ricerca pedagogica si è inoltre avvalsa (chiamandoli a tenere seminari e incontri) della collaborazione di artisti internazionali tra cui Etienne Decroux, Jean-Louis Barrault, Jacques Lecoq, Dario Fo, Krejca, Luca Ronconi, il Living Theatre, Jerzy Grotowski; e con numerosi maestri di discipline teatrali asiatiche, provenienti da Bali, Giava, Corea, Giappone, India e Cina.









 



Durante la serata alle 20 verranno presentati i libri "Bruciare una casa,origine di un regista" di E.Barba e "pietre d'aqua" di J.Varley L'incontro è aperto al pubblico.

                                                                                                     Anna Autuori

martedì 5 ottobre 2010

Twittermania

Ballando sul Web a passo di Tweet

Twitter è l’ossessionante ricerca dell’immediato. I twitteri cercano di iconizzare in 140 caratteri il proprio essere, il proprio vivere, la propria storia… la propria presenza!

Twitter è una piacevole sfida: ha un aspetto quasi monastico. Non archivia le notizie, ma le dà in tempo reale: stralci di testo che colpiscono l’attenzione, o almeno si propongono di farlo. I contenuti non sono mai banali o quasi, lo impone un tacito accordo. 

L’aspetto di Twitter, l’architettura così sobria creano nei nuovi utenti l’idea di un social network serio e affidabile. Rispetto a Facebook, però, esso desta poco interesse tra i giovani, molto più tra gli adulti. 

Twitter è un pentagramma senza fine… in cui i cinguettii, nota dopo nota, creano una melodia infinita e suggestiva, mai monotona. [Maurice Drake]


Il "logo twitter" e il "pentagramma con note" sono su Google immagini.

sabato 4 settembre 2010

Poesia... in valigia!


“ Malinconica Dublino “
A Dublino tutto tace,
bianchi volti,
tanto tristi
quanto vuoti,
svuotano
il pallido liquido,
stagnante,
in quei cocci.
I discorsi di oggi
non sono
molto dissimili
dai discorsi di ieri.
Una pioggia
fina, fina
rende più tristi
le tue strade,
 malinconica Dublino.
Così è l’animo mio:
una piccola, malinconica Dublino!
                                  
                                    [Maurice Drake]

giovedì 26 agosto 2010

Riflessioni di due Pubblicitari

Le aziende hanno imparato a dettare le regole uccidendo la fantasia: io pago, io ho ragione. Oltre ad essere un lavoro che è stato distrutto negli anni, ti regala spesso un senso di colpa se pensi che ti sei impegnato a riempire la testa della gente di cazzate, a convincere le persone di cose non vere, a creare nelle loro vite dei falsi bisogni.

 Eravamo andati a seguire un incontro che ci sembrava utile per la nostra professione. Si intitolava "L'estetica divora i figli del tempo e distrugge l'unico bene che l'uomo possegga: la personalità". Dal palco il relatore parlava: "Sappiamo di essere parte attiva ed importante del disfacimento dei valori sociali perché non vendiamo solo prodotti, noi vendiamo uno stile di vita, uno stile che sia possibilmente difficile e che allo stesso tempo però annienti tutti gli altri. Perché l'obbiettivo non è il soddisfacimento di un bisogno i, piuttosto la necessità di alimentare sempre più desideri. Una volta soddisfatto un desiderio dobbiamo già averne inventato un altro ed un altro ancora da appagare..."

E' vero, noi manipoliamo la gente, chiediamo ed otteniamo attenzione dall'indifferenza quotidiana e ciò nutre il nostro ego. Noi creiamo il vuoto e l'angoscia e poi piazziamo il prodotto per riempirlo e tranquillizzare la gente. Come la chiesa, macchiamo del peccato originale e poi vendiamo lo smacchiatore. Il consumo è il motore della società perché ne determina i rapporti di forza, i modelli di comportamento le categorie sociali, ossia lo status sociale. Il messaggio va detto e ripetuto continuamente come una goccia cinese e così viene assorbito totalmente. Anzi, entra a far parte della natura del consumatore, tanto che è lui a condizionare se stesso, ad essere guardiano della propria cella. La grande conquista della società moderna è l'annientamento della cultura del risparmio: Spendo ciò che guadagno anzi, si può spendere anche di più, si possono spendere anche i soldi che si guadagneranno in futuro, quelli che ancora non possediamo grazie a tutte le agevolazioni di pagamento: rate, leasing, carta di credito...  Bisogna cercare nuovi mercati da invadere e conquistare come fossero territori. Bisogna convincere che comprare oggetti è un modo per sentirsi più sicuri. Sono tanti i modi per costringere all'acquisto; per esempio uno molto efficace è l'invecchiamento del prodotto, rimpiazzato sempre da nuove versioni. Spogliare velocemente l'oggetto di quella luce di novità, di quella sensazione di nuovo che regala un sentimento eccitante. Ci pensiamo noi a dirti che ormai è vecchio e, visto che il prodotto ti rappresenta, tu comprerai quello nuovo per essere sempre al passo con i tempi perché tu sei il prodotto e un prodotto nuovo ti rende più giovane. Noi abbiamo creato consumatori insaziabili.

Come disse Huxley :"Ci sarà in una delle prossime generazioni un metodo per far amare alle persone la loro condizione di servi e quindi produrre dittature senza lacrime; una sorta di campo di concentramento senza dolore per intere società in cui le persone saranno private di fatto della loro libertà, ma ne saranno piuttosto felici"



Fonte: IL TEMPO CHE VORREI