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Visualizzazione post con etichetta LAVORO; ANNUNCI; CRISI; DISOCCUPAZIONE; LEGGE BIAGI. Mostra tutti i post
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domenica 4 aprile 2010

L’INFLAZIONE DI NUOVO SU DISOCCUPATI, IL 10% SONO GIOVANI.

La disoccupazione giovanile e il numero dei ragazzi in cerca di impiego tocca il livello record del 10%. Nella zona euro a febbraio; secondo Istat e Eurostat.

I prezzi al consumano, secondo l’Istat, hanno registrato a marzo una variazione del +1,4%, dal +1,2 di febbraio, su base annua e sono cresciuti dello 0,3% (0,1% a febbraio) su base mensile. Resta stabile ma alta – all’8,5%- la disoccupazione a febbraio: il dato peggiore, secondo l’Istat, da gennaio 2004, inizio delle serie storiche. Vola il tasso di disoccupazione giovanile un aumento di 0,8 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4 punti percentuali rispetto a febbraio 2009. Lo scorso mese sono andati in fumo 400 mila posti di lavoro: il numero di occupati è risultato pari a 22 milioni 806 mila unità, in calo dello 0,1% rispetto a gennaio e inferiore dell’1,7% (-395 mila unità) rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Oltre 2 milioni le persone in cerca di occupazione, in crescita dello 0,2% (+4 mila unità) su base mensile e del 16,2% (+297 mila unità) su base annua.
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Nel resto d’Europa dove il tasso di disoccupazione ha raggiunto livelli record a febbraio: in linea con le attese ha toccato il 10% (9,9% in gennaio, 8,8% in febbraio 2009), mentre nell’Unione europea a 27 paesi si è attestato al 9,6% (contro 9,5% di gennaio e 8,3% di febbraio 2009). Si trattta del tasso più elevato mai registrato all’interno di Eurolandia dall’agosto 1998 mentre per UE 27 è il massimo storico, dall’inizio del calcolo di gennaio 2000. Secondo l’Eurostat, oltre 23 milioni di uomini e donne erano disoccupati lo scorso mese nei 27 paesi dell’UE, di cui 15,7 milioni nell’Eurozona. Rispetto a gennaio, sono 131 mila in più nell’UE e 61 mila nella zona Euro. In un anno, i disoccupati europei sono aumentati di 3,139 milioni, di cui 1,8 nell’Eurozona.

Nei prossimi mesi l’inflazione potrebbe subire un leggero aumento. Alcuni dei rincari registrati possono essere imputabili a fattori di carattere stagionale.
[Jessica]

martedì 30 marzo 2010

Trovare lavoro in rete: il 60% degli annunci è a rischio.


La ricerca del lavoro tramite la rete web sta diventando di uso sempre più comune, specie di questi tempi in cui sta aumentando la disoccupazione e sono sempre più numerosi i giovani (e non) che cercano opportunità.
Nella rete proliferano però anche molti annunci inattendibili o abusivi che vengono diffusi da soggetti privi dell’autorizzazione Ministeriale entrata in vigore con la Legge Biagi.
Succede quindi che, per mancanza di controllo, chi si rivolge a queste Banche Dati non autorizzate, inviando il proprio curriculum, rimane completamente all’oscuro sulla destinazione dei propri dati personali e sarà facile prevedere che si andrà incontro ad una pesante violazione della privacy.
Nicola Bertis, Vicepresidente dell’Associazione Società di Selezione e Ricerca (ASSORES) afferma che buona parte delle responsabilità siano del Ministero del Lavoro che non controlla i portali internet e la veridicità degli annunci.
Tuttavia, ribatte Antonino Costantino, Responsabile della Divisione 1° della Direz. Gener. del Lavoro, l’Art. 48 della finanziaria approvata all’inizio di marzo autorizza a svolgere intermediazione solo ai gestori di siti che non abbiano finalità di lucro e che pubblichino i loro dati identificativi.
Ciò però non serve ugualmente a tutelare i candidati in cerca di occupazione, poiché ogni giorno nasce una grande quantità di siti web che spesso sfuggono al controllo.
L’ASSORES non attacca solo il Ministero del Lavoro, ma ritiene che una parte delle responsabilità siano da attribuire ai Direttori del Personale che non verificano se chi offre questi nominativi, fra l’altro spesso a pagamento a prezzi stracciati, sia realmente autorizzato.
Essi, infatti, per risparmiare comprano curricula generici a prezzi irrisori.
L’AIDP (Associazione Italiana per la Direzione del Personale) rigetta l’accusa affermando che questa eventualità si presenta solo in qualche piccola azienda poco strutturata, mentre generalmente nelle medie e grandi imprese le selezioni del personale, avvengono secondo iter molto precisi e dettagliati.
In generale si può comunque affermare che la crisi economica attualmente imperversante abbia inciso fortemente sull’aumento della disoccupazione per cui molti ex dirigenti che hanno perso il posto di lavoro si sono improvvisati come intermediari a pagamento di manodopera.
Se si creasse maggiore trasparenza nei mandati affidati dalle Aziende alle Società di Selezione, avverrebbe senz'altro una più definita selezione di precisi profili professionali. [Gabri]